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Ciclabile del Danubio+Vienna+Monaco

Ciclabile del Danubio da Passau a Krems e visita di Vienna e Monaco (Estate 2011)

In questo viaggio, per quanto riguarda il percorso ciclabile sul Danubio, abbiamo seguito l’ottimo libro “Ciclovia del Danubio”  di Alberto Fiorin che consigliamo caldamente. Il libro è stato molto utile per la scelta su quale tratto della pista ciclabile seguire in quanto spesso essa corre su entrambi i lati del Danubio e il viaggiatore si ritrova a dover scegliere senza sapere quale lato è migliore.

Le nostre tappe sono state le seguenti:

Nota su disposizione borse sulle bici

Ogni bicicletta era munita di due borse laterali posteriori, sopra queste, su una bicicletta, avevamo messo la tenda e sull’altra una borsa con dentro le pentole, attrezzi vari e un po’ di cibo. Inoltre ognuno di noi aveva uno zainetto. Come è ben risaputo, fa male alla schiena pedalare con del peso sulle spalle, quindi, quando si pedalava lo zaino lo tenevamo sulla zona anteriore o posteriore della bicicletta, il tutto ben legato con degli elastici da portapacchi.

1°giorno FIRENZE-MONACO

Per portare le nostre bici dall’Italia all’Austria non abbiamo trovato una soluzione che ci soddisfacesse pienamente, questo anche perché ci siamo organizzati un po’ all’ultimo minuto. Le ferrovie austriache (http://www.obb-italia.com/) mettono a disposizione un certo numero di posti a prezzi molto buoni (29 €) su treni che collegano l’Italia all’Austria e su cui è possibile trasportare le biciclette ma, se non si coglie per tempo queste offerte, i prezzi sono piuttosto elevati.

In alternativa, non abbiamo trovato treni italiani che dall’Italia andassero a Vienna con trasporto biciclette. Per questi motivi abbiamo deciso di prendere il treno notturno da Firenze a Monaco spendendo, con le offerte Trenitalia,  49 € a persona senza cuccetta. Anche in questo caso se cercate i biglietti con ampio anticipo è possibile spendere meno. Il supplemento per il trasporto bici non si compra insieme al biglietto del treno ma dal capotreno il giorno stesso della partenza e costa 12 €.

Fate attenzione a mettere le biciclette precisamente dove vi indica il capotreno e a salire sul vagone giusto in quanto questi tipi di treni, a metà percorso, spesso si dividono in due parti: una parte diretta a Monaco ed una a Vienna. Mettete sempre in conto accumuli di ritardo dei treni italiani (non c’è neanche bisogno di dirlo).

2°giorno MONACO-PASSU

Da Monaco abbiamo preso il treno per Passau, da cui parte la Ciclabile del Danubio, spendendo 20 € a persona compreso il trasporto delle biciclette. Quest’ultime possono essere montate su determinati vagoni dove sono collocati degli spazi appositi ma se li trovate occupati da pile di valigie (come è successo a noi) allora la situazione potrebbe diventare un tantino scomoda, contando anche che i corridoi sono piuttosto stretti.Il tempo di percorrenza è di 2 ore e mezzo circa ed il treno è puntualissimo (spaccava il minuto ad ogni stazione).

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La nostra tenda e biciclette al Campeggio Ilzstadt

Appena arrivati a Passau ci siamo recati al centro informazioni di fronte alla stazione per farci indicare il campeggio della città: il Campeggio Ilzstadt, 16€ per due a notte. Il campeggio si trova vicino al centro storico lungo il fiume Ilz e, anche se molto spartano, è piuttosto funzionale. Consiste in un piccolo appezzamento di terreno, un luogo dove potersi sedere con tavoli sotto una tettoia e dei bagni piuttosto puliti; quest’ultimi forniti di  lavatrici e asciugatrici. Il fatto di avere un posto al riparo dalla pioggia (molto frequente in questi posti), dalla guazza e anche un po’ dal vento è molto positivo soprattutto per chi, come noi, non viaggia in macchina quindi non può portarsi dietro accessori da campeggio come sedie e tavoli o tende gigantesche, ma viaggia solo con fornellino a gas e qualche pentola.

Abbiamo visitato Passau tranquillamente in una giornata, abbiamo visto:

  • Cattedrale di S. Stefano con l’organo più grande del mondo
  • Rathaus
  • Passeggiata fino alla fortezza di Veste Oberhaus da cui godere di una vista dall’alto della città

3°giorno PASSAU-NEUHAUS (58,7 km)

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Scorcio sul Danubio nel tratto tra Passau e Neuhaus

La mattina presto abbiamo finalmente iniziato a percorrere la pista ciclabile del Danubio lungo la sponda destra del fiume. Giunti a Egelhartszell, tramite un ferry-boat a 4 € a persona, siamo passati sulla sponda sinistra fino a Schlögen dove troviamo un passaggio obbligato nuovamente sulla sponda destra al costo di 2€. Da qui in poi la pista è particolarmente bella: anse verdeggianti si susseguono armoniosamente in uno scenario dove la presenza dell’uomo sembra essere secondaria e controllata dalla natura dominante. Siamo giunti così alla Gasthaus Kaiserhof, pensione dotata anche di campeggio proprio lungo la pista ciclabile. Il campeggio è tenuto molto bene e possiede un punto di ristoro al chiuso dove mangiare o bere qualcosa. A notte per due con tenda abbiamo speso 11€ , però per fare la doccia è necessario comprare i gettoni al costo di 3 € l’uno.

4°giorno NEUHAUS-AU (68,3 km)

Vecchia imbarcazione nel paesino di Aschach

Vecchia imbarcazione nel paesino di Aschach

Al mattino, prima di ripartire, abbiamo scoperto con piacere che il fornaio, con un furgoncino, portava ai campeggiatori paste dolci di ogni genere e differenti tipi di pane appena sfornati. Era abbastanza caro, ma le nostre pance hanno ringraziato lo stesso e siamo partiti carichi.

Proseguendo lungo la sponda destra abbiamo attraversato il paesino di Aschach, di cui è curioso soffermarsi a leggere le origini, fino ad arrivare ad Ottensheim. Per raggiungerla si prende il particolare traghetto Wilhering-Ottensheim che, senza l’utilizzo del motore, si sposta sfruttando la corrente del Danubio scorrendo attaccato ad un cavo. Il tratto di ciclabile da qui fino a Linz è piuttosto brutto in quanto costeggia una grossa statale molto trafficata, rumorosa e puzzolente.

Durante la visita di Linz abbiamo visto:

  •  Duomo Nuovo, molto bello
  •  Duomo Vecchio al cui interno abbiamo visto una mostra itinerante e interattiva davvero divertente
  • Passaggio davanti alla casa di Mozart

Quando vi spostate in questa città fate attenzione ai tram ed a non infilare con le ruote della bicicletta nei loro binari. Dopo questa sosta di qualche ora, abbiamo ripreso la pista ciclabile che saluta la città attraversando un parco molto grande e affollato dove è stato curioso soffermarsi ad osservare dei signori che giocavano a Stockschiessen, una sotto specie di curling su asfalto.

Una volta abbandonato il parco, il panorama che si è aperto davanti ai nostri occhi, in questo punto della ciclovia, è stato tutt’altro che idilliaco: sull’altra sponda del Danubio si ergeva una vasta zona industriale con ciminiere rigurgitanti di vapori. Dopo un tempo, che a noi è sembrato interminabile, la pista abbandona il fiume per dirigersi verso l’interno e, dopo qualche sali scendi, passa davanti al bivio per raggiungere il campo di concentramento di Mathausen (di cui rimandammo la visita al giorno successivo); da questo incrocio, dopo 2,5 km, arriviamo nella omonima cittadina. Qui ci siamo recati al centro informazioni per chiedere se ci fosse stata una stanza libera ma, a prezzi accettabili, non abbiamo trovato niente. Di conseguenza, abbiamo pedalato dal paese per altri 6 km circa fino al campeggio.

Il Campigplatz Au è davvero molto bello e anch’esso lungo la pista ciclabile. E’ dotato di parco giochi per bambini, panchine con tavoli anche con tettoie per riparo da intemperie, e un punto ristoro. Prezzo intorno ai 18 € per due a notte. Consigliamo di piantare la tenda se c’è la possibilità vicino a delle panchine con tavoli perché sono molto utili se dovete prepararvi da mangiare.

5°giorno AU-LAGER MAUTHAUSEN-WILLERSBACH (48,7 km)

“TRAGGANO I VIVI INSEGNAMENTO DALLA SOFFERENZA DEI MORTI”

La mattina abbiamo fatto i bagagli e li abbiamo lasciati in tenda dal momento che dovevamo tornare indietro fino al campo di concentramento di Mauthausen. Volevamo arrivare per l’ora di apertura per ottimizzare il tempo ma abbiamo fatto la triste scoperta di una ruota della bicicletta completamente a terra. Fortunatamente ci eravamo premuniti di tutto l’occorrente necessario per mettere una toppa provvisoria e così siamo giunti al bivio per il campo di concentramento. Da qui inizia una salita molto ripida, che ti obbliga a portare le biciclette a mano. Nonostante il sole a picco quelle terre sembravano essere attraversate da un alito freddo e macabro. Alla biglietteria del lager ci hanno informato che alle 10:00 sarebbe iniziata una visita guidata in italiano della durata circa di un’ora, che abbiamo deciso di fare.

Ciclabile del Danubio nel tratto prima di Grein

Ciclabile del Danubio nel tratto prima di Grein

Finito il giro del campo, rattristati e pensierosi, abbiamo ripreso le due ruote e ci siamo subito diretti ad un negozio di riparazione biciclette che avevamo notato il giorno precedente lungo la strada principale appena dopo il bivio. Quando siamo arrivati lì era mezzogiorno e per l’appunto chiudeva proprio a mezzogiorno. Secondi di terrore. Abbiamo ugualmente suonato il campanello della porta accanto al negozio ed è uscita una signora la quale, anche se fuori l’orario d’apertura dell’officina, ci ha fatto il favore di chiamare il biciclettaio che ci ha cambiato la camera d’aria. Il tutto al costo di 18€. Raccolti bagagli e tenda abbiamo proseguito costeggiando la sponda sinistra del Danubio. A causa di lavori sugli argini del fiume, siamo stati deviati verso l’interno e abbiamo percorso stradine secondarie asfaltate alternate ad alcuni piccoli tratti sterrati. Per orientarci abbiamo seguito il flusso di ciclisti. Infine ci siamo immessi su una strada affiancata da grandi campi di granturco che ci ha ricondotto lungo il fiume.

Siamo giunti così a Grein, una ridente cittadina dove abbiamo bevuto la nostra prima Radler, bevanda dei ciclisti molto dissetante, in un bar consigliato dalla gente del posto che si affaccia sulla piazza principale. Inoltre abbiamo visitato il piccolo teatro storico di Grein che consigliamo davvero di non perdere.

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Danubio nel tratto dopo Grein

Da Grein si passa, tramite ferry boat, sull’altra sponda del Danubio e da qui si percorre, fino a Willersbach, un tratto molto bello immerso nel verde.  Willersbach è costituito da tre case di cui una è la Gasthaus che gestisce anche il campeggio (Camping Krenn). Quest’ultimo si trova lungo la pista ciclabile ed è molto molto spartano: per le tende è dedicato solo un piccolo appezzamento di terra, tutto il resto del campeggio è occupato da bungalow utilizzati principalmente da austriaci in villeggiatura. Da sottolineare il fatto che, per le docce e i servizi igienici, bisogna attraversare la strada e recarsi all’interno della Gasthaus, la quale ovviamente è aperta per tutta la notte. Dove ci sono le tende c’è solo un rubinetto utile per sciacquare pentole o altro. Costo intorno agli 8-10 € in due a notte.
6°giorno Willersbach-Melk (35,7 km)
Al mattino presto siamo ripartiti e proseguendo lungo la sponda destra si arriva fino alla rinomata Melk. Nel tratto di ciclabile tra Pöchlarn e Melk abbiamo dovuto pedalare contro un vento piuttosto forte che ci ha un pò rallentato. Poco prima di arrivare nella cittadina di Melk, quando la pista ciclabile abbandona il Danubio e curva verso l’interno, si trova il Campeggio Fährhaus Melk (circa 12 € in due a notte) dove siamo arrivati per l’ora di pranzo. Questo campeggio, come il precedente, è molto alla mano e gestito dalla omonima Gasthaus al di là della strada, all’interno della quale si trovano le docce e i servizi igienici. Il terreno non è un granché in quanto ci sono avvallamenti, sassi e buche. La sera quando ci siamo recati a fare la doccia, abbiamo trovato solo acqua fredda perché il boiler non riusciva a scaldare l’acqua nelle ore di punta in cui tutti si lavano; in realtà l’acqua è rimasta fredda per tutta la sera e non abbiamo potuto fare la doccia.
Vista su Melk dall'abbazia

Vista su Melk dall’abbazia

A Melk abbiamo:

  • Visitato l’abbazia
  • Passeggiato nel parco dell’abbazia (molto rilassante)
  • Passeggiato nel paese (turistico ma piacevole)

Per il rifornimento cibo abbiamo trovato un supermarket proprio dietro il centro informazioni della cittadina. Durante la notte siamo stati svegliati dal rumore della pioggia battente sulla tenda e ci siamo accorti con orrore che stava piovendo dentro. Armati di giacca a vento, sopra-pantaloni impermeabili, mantellina e torcia abbiamo controllato il tiraggio dei picchetti in modo da non far toccare il telo esterno su quello interno (causa pioggia in tenda) ma era tutto a posto. La povera tenda che aveva resistito alle piogge di quattro anni di viaggi, stava dando i primi segni di cedimento, e non c’era niente da fare se non sperare che smettesse presto di piovere. Ci siamo addormentati con l’ultimo pensiero rivolto al fatto che ci trovavamo a due passi dal Danubio e molto vicini ad un canale, ed un’unica strada per scappare in caso di esondazione. Probabilmente ci eravamo fatti troppo suggestionare dalle tacche registrate sul muro della Gasthaus relative a tutte le piene del Danubio.

7°giorno MELK-KREMS (40,1 km)-VIENNA

Il Danubio nel tratto tra Melk e Krems

Il Danubio nel tratto tra Melk e Krems

Al mattino il tempo non era molto migliorato. Riprendendo la pista ciclabile lungo la sponda destra, ad un certo punto abbiamo avuto qualche difficoltà perché non era ben segnalata la deviazione per poter raggiungere il ponte che ci consente di passare sul lato sinistro del Danubio. Proseguendo su questo lato ci addentriamo nella rinomata Wachau. La pista ciclabile costeggia a tratti la statale, a tratti la ferrovia e a momenti percorre strade secondarie. In questa parte del percorso si susseguono paesini pittoreschi, contornati da colline verdeggianti delle quali però non abbiamo potuto godere appieno della loro bellezza a causa di basse nuvole grigie che coprivano tutto. Abbiamo fatto una sosta a Willendorf per vedere, nel piccolo museo, la famosa “Venere” e infine siamo arrivati a Krems, dove abbiamo fatto un giro per le strade principali.

Dopo la visita a Krems abbiamo deciso di non proseguire lungo la pista ciclabile ma di prendere il treno per raggiungere Vienna, in quanto abbiamo preferito avere un giorno in più per visitarla e inoltre abbiamo ritenuto che l’ingresso in bicicletta in una grande città non offrisse grandi panorami.

Siamo così scesi in una delle stazioni della capitale austriaca dopo circa un’oretta di treno. Fortunatamente, nonostante Vienna sia una capitale e come tale con frenetico traffico cittadino, ci si sposta molto bene in bicicletta grazie a numerose piste ciclabile che tappezzano la città. Più che alle macchine bisogna stare attenti a ciclisti austriaci folli che ti sfrecciano a due millimetri di distanza imprecandoti contro. Con una pedalata di 20 minuti siamo arrivati al centro informazioni turistiche (non lontano dal duomo) dove ci hanno fornito le indicazioni per raggiungere il campeggio (Camping Wien Neue Donau).

Fintanto che dovevamo costeggiare il Danubio è andato tutto bene ma nel punto in cui dovevamo passare dall’altra parte del fiume sono sorti alcuni problemi. Eravamo circondati da enormi palazzi di cemento e in prossimità di uno svincolo autostradale, il posto era desolato. Abbiamo attraversato la prima parte di Danubio (in questo punto il fiume si divide in due canali separati da una striscia di terra) passando sopra un gasdotto, dopo di che non sapevamo minimamente dove andare ma siamo riusciti comunque a trovare un passaggio pedonale e ciclabile posto sotto l’autostrada per poter attraversare il secondo tratto di Danubio. Dall’altra parte ci siamo ritrovati a pedalare all’ombra dell’autostrada soprastante in un luogo tutt’altro che rassicurante e popolato da gente  alquanto bizzarra a partire da un inconsueto corridore (sano per i polmoni correre sotto un’autostrada) che ha iniziato a sbracciarsi e a indicarci la strada anche se non glielo avevamo chiesto; forse i nostri visi sconvolti e disorientati hanno parlato da soli. Siamo così arrivati sani e salvi al campeggio (dopo ben quasi 2 ore!)  dove alla direction ci hanno detto che per raggiungerli bastava montare le biciclette sulla metropolitana di cui la fermata era a 5 minuti a piedi dal campeggio….non potevano dircelo al centro informazioni? NO COMMENT.

Il campeggio è piuttosto ben attrezzato: piani cottura al coperto, lavatrici e numerosi sevizi igienici, un mini-market con annesso bar, la possibilità di giocare a biliardo, qualche computer con internet e wifi.

8°giorno Vienna
Per arrivare in centro a Vienna prendevamo la bicicletta per raggiungere in 2 minuti la fermata Donaustadtbrücke della metropolitana, linea U2, con la quale in un quarto d’ora arrivavamo in centro. Il primo giorno abbiamo visitato:

  • · Palazzo di Schönbrunn
  • · Museo delle carrozze
  • · Giro per le strade del centro

Consiglio vivamente di fermarsi a mangiare qualcosa nella pasticceria storica Aida, accanto al Duomo di Santo Stefano, e in particolare consiglio di prendere la deliziosa torta sacher.

9°giorno VIENNA

Questo giorno abbiamo visitato:

  • Hofburg
  • Museo di Sissi
  • Kunsthistorisches Museum

Nel tardo pomeriggio, tornati al campeggio abbiamo trovato la tenda completamente a  terra: uno dei due pali portanti si era stroncato a metà. Fortunatamente, con un pò di spago abbiamo rimediato e rimesso provvisoriamente in piedi la tenda con la speranza che reggesse almeno altre due notti.

10°giorno VIENNA

In questo giorno abbiamo visto :

  • Belvedere, dove si trova la più grande collezione di Gustav Klimt
  • Mostra moderna provvisoria in un museo accanto al municipio

11°giorno VIENNA-MONACO

Abbiamo raggiunto Passau in 2 ore con un trenino pensato appositamente per i ciclisti che corre a fianco del Danubio. Il biglietto costava circa 20 euro a persona, compreso il trasporto bici e una bevanda calda a scelta!!

Scesi a Passau abbiamo preso il treno per Monaco. Arrivati alla stazione abbiamo trovato il caos, il caldo e parecchia gente poco raccomandabile.

Dato che avevamo la tenda rotta abbiamo deciso di cercare un posto economico per dormire ma chiedendo al centro informazioni, appena fuori la stazione, non sembravano esserci posti economici disponibili. Di conseguenza abbiamo seguito le indicazioni della Routard. I due ostelli erano pieni e un albergo indicato dalla guida non esisteva più, abbiamo così deciso di girare a caso e chiedere ad ogni albergo che si incrociava ma i prezzi erano troppo alti. Infine, proprio quando la stanchezza e lo sconforto stavano per avere la meglio, abbiamo trovato l’Hotel Mons in Goetheplatz. L’arredamento è moderno e confortevole, lavandino in camera, bagno fuori in comune, garage privato dove si poteva mettere le bici al sicuro, fermata della metropolitana vicina e supermercato a due passi con molti prodotti biologici.

12°giorno MONACO

Dalla mattina fino al pomeriggio abbiamo visitato il celebre e unico Deutsches Museum (Museo della Scienza e della Tecnica). Nonostante abbiamo dedicato un giorno intero per visitarlo non siamo riusciti a vederlo tutto quindi consigliamo di scegliere i settori di interesse e partire da quelli. Se soffrite di claustrofobia evitate la visita alla ricostruzione delle miniere sotterrane. La sera abbiamo mangiato un gustoso piatto unico all’Osteria Andechser am Dom, punto ristoro frequentato anche da abitanti del luogo.

13°giorno MONACO

  • Giro del centro storico, in particolare Neues Rathaus con uno dei carillon più grandi del mondo (informarsi a quali orari si mette in movimento)
  • Giro in bici nel gigantesco parco di monaco (Englischer  Garten).
  • Cattedrale principale di Monaco (Frauenkirche), interamente distrutta durante la seconda guerra mondiale and eccezione delle due famose torri gemelle
  • Celebre birreria Hofbräuhaus.

14° giorno MONACO –FIRENZE

Treno per Firenze e ritorno verso casa.

 

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