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Toscana: nel cuore della Maremma

Per questo viaggio ci siamo ritrovati costretti a prendere la macchina perchè in maremma i trasporti pubblici sono praticamente assenti ed, essendo inverno, abbiamo pernottato in un albergo economico la prima notte e le restanti in un agriturismo, quindi niente campeggio 🙁 .

Tabella

1°giorno Sito Archeologico di Roselle + Itinerario T2 (Parco regionale della Maremma)

Sito Archeologico di Roselle

L’area archeologica di Roselle, ubicata a pochi chilometri da Grosseto,  sorge in una zona elevata, tra due colline; un luogo strategico da cui potevano controllare la pianura sottostante e nelle migliori giornate anche il mare. Il sito archeologico consiste nei resti della omonima antica città etrusca successivamente conquistata dai romani.

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Mappa sito archeologico di Roselle

Il biglietto di ingresso costa veramente poco, 4 euro, e il sito vale davvero la pena di essere visitato almeno una volta nella vita. Ecco quello che abbiamo visto e fatto:

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Mura ciclopiche.

mura ciclopiche. Sfortunatamente non abbiamo potuto fare il giro completo  perchè c’era la strada interrotta da smottamenti del terreno a causa delle violente piogge dei giorni precedenti. Le mura sono impressionantemente alte e ben conservate. Hanno un’altezza media di 7 metri e in alcuni punti possono raggiungere i 10 metri!

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Vecchia strada romana

vecchia strada romana. Per raggiungere l’area centrale del Foro si costeggia l’antica strada romana, estremamente emozionante che stuzzica la fantasia immaginandola brulicante di gente e di  carri traballanti (di cui si vedono tutt’ora i solchi lasciati nella pietra).

anfiteatro romano, all’interno del quale, se si prova a parlare la voce viene ancora amplificata!

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Terme adriane

terme adriane, suggestive in quanto si è preservata perfettamente una piscina termale.

area del foro, abbiamo gironzolato in lungo e in largo nella zona centrale dell’antica città inebriati dalla magica atmosfera che si respira; da sottolineare i resti di alcuni mosaici.

quartiere artigianale. Collocato sulla collina sud, è la zona dove prima ci lavoravano gli artigiani; sono ancora visibili alcune fornaci.

Ripresa la macchina ci siamo diretti al Centro Visite del Parco regionale della Maremma , nel paese di Alberese, dove c’è anche un ampio e spazioso parcheggio gratis. Gli itinerari sono molteplici e alcuni di essi possono essere fatti in bicicletta, cavallo, canoa o in carrozza. La parte più bella del parco è quella interna, raggiungibile solo con le navette dedicate che partono dall’ingresso principale. Ovviamente c’è da pagare un biglietto di ingresso il cui costo varia a seconda dell’itinerario. Purtroppo, noi siamo arrivati all’ora di pranzo e non abbiamo potuto prendere l’ultima navetta che partiva nella tarda mattinata. Abbiamo, quindi, deciso di fare l’itinerario T2 che parte dal paese di Talamone; i biglietti li abbiamo comunque dovuti acquistare al Centro Visite di Alberese (6 euro), in quanto nel periodo invernale l’Info point di Talamone è chiuso. Prima di ripartire all’insegna del T2 ci siamo fatti fare dei panini dal fornaio, poco più avanti del Centro Visite. Per chi volesse, adiacente al parcheggio c’è anche un bar-ristorante.

Itinerario T2 (Parco regionale della Maremma)

A Talamone abbiamo lasciato la macchina al parcheggio gratuito dell’Acquario. Per raggiungere l’imbocco del sentiero si percorre per circa 30 minuti una strada ripidissima costeggiata da sontuose ville che si affacciano sulla scogliera e il mare.

L’itinerario T2 è mostrato nell’immagine sottostante: da Talamone si raggiunge lo sbocco sul mare a Le Cannelle e poi si torna indietro percorrendo, per un tratto, un percorso differente.

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Itinerario T2, Parco regionale della Maremma

Qui il suo profilo altimetrico:

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Profilo altimetrico itinerario T2, Parco regionale della Maremma

Come si può notare, la difficoltà è classificata come impegnativa e vengono  stimate ben 5 ore per percorrere 9 km!! Ci sembrava un pò esagerato. Infatti, appena imboccato il sentiero una coppia di signori ci ha confermato che ci vuole molto meno tempo. Noi ci abbiamo messo circa 2 ore e mezzo ma siamo andati di passo molto spedito perchè avevamo il timore di essere colti dal buio e abbiamo fatto solo due piccole soste.

Il sentiero di snoda in una tipica macchia mediterranea, in alcuni punti rimane sotto la boscaglia mentre in altri la vegetazione si dirada e si apre un bellissimo panorama sul mare. Nelle giornate più limpide è possibile vedere l’Orbetello e l’Isola del Giglio all’orizzonte. Lungo il sentiero è facile notare terra grufolata dai cinghiali che popolano felicemente queste aree.

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Tratto dell’itinerario T2, Parco regionale della Maremma

Il percorso ad un certo punto ridiscende al livello del mare in località Le Cannelle dove è possibile fare una sosta sulla riva per poi ripercorrere un tratto del sentiero e proseguire l’anello, che passa da Il Poggione. Poco prima di ricongiungersi al tratto di sentiero percorso all’inizio, c’è una brevissima deviazione sulla destra che raggiunge un terrazzino panoramico a 360°.

Tornati a Talamone, abbiamo fatto un veloce giro nel piccolo paese dove non c’è praticamente nulla, se non una rocca da cui ammirare il mare.

Ripresa la macchina, abbiamo fatto una sosta alla Coop di Albinia, molto vicina all’uscita della statale Aurelia e infine abbiamo raggiunto l’Hotel Renato. E’ un hotel 2 stelle dove abbiamo speso 50 euro per una camera doppia con colazione inclusa. Abbiamo trovato un offerta sul noto e ottimo sito www.booking.com. La camera era pulita, semplice e con un bagno molto spazioso. L’unica cosa è che intorno il posto è piuttosto brutto perchè è attaccato all’Aurelia, però è anche comodissimo se, come noi, siete solo di passaggio.

2° giorno Oasi WWF Lago di Burano + Pitigliano + Sovana

Oasi WWF Lago di Burano

” Sono la Terra. I miei occhi sono il cielo, le mie membra gli alberi. Sono la roccia, la profondità dell’acqua, non sono qui per dominare la Natura. Io stesso sono la Natura”

-Un pensiero della Tribù Hopi dei Nativi d’America-

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Vista sul Lago di Burano, Oasi WWF

Poco prima delle 10:00 eravamo già al Centro Visite dell’oasi a Capalbio Scalo in attesa della guida, dato che le visite sono solo guidate e in precisi orari e giorni della settimana e varia a seconda del periodo dell’anno (vedi sito per informazioni: www.wwf.it/oasi/toscana/lago_di_burano). Nel periodo in cui ci siamo andati noi (Gennaio) non era necessario prenotare ma si sono raccomandati di essere puntuali. Il biglietto d’ingresso costa 3 euro per i soci e poco di più per i non-soci. Quel giorno eravamo solo noi: da una parte eravamo contenti perchè avevamo la guida a completa disposizione per noi, dall’altra riflettevamo sul sempre minor interesse e sensibilità delle persone verso la natura.

La visita è stata un’esperienza davvero entusiasmante, appassionante, grazie anche alla estrema disponibilità della guida e l’infinita passione per il suo lavoro. Ci ha arricchito di tantissime conoscenze e nozioni interessanti e curiose sia sul mondo animale che vegetale, senza dimenticare la diversità di uccelli che siamo riusciti a vedere con il suo binocolo professionale, che si portava appresso. Siamo stati nell’oasi dalle 10:00 fino alle 13:00 e abbiamo ascoltato leggende su alberi e piante della macchia mediterranea e storie sul loro uso nel passato e nel presente; abbiamo scoperto che la conformazione di un bosco può cambiare notevolmente nel tempo e darci indicazioni sulla sua età.

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Stesso tipo di bosco ma con età differenti. A sinistra, il bosco è più giovane e ci sono più piante in competizione tra loro; a destra, il bosco si è formato e definito.

Abbiamo visto un cespuglio di tiglio dall’età secolare e abbiamo capito perchè una sua varietà viene definito “coccoloso”. E’ assolutamente sorprendente come le piante più comuni che ogni giorno ci circondano abbiamo così tante storie da raccontarci e caratteristiche curiose.

Dopo una rapida pausa pranzo abbiamo ripreso la macchina con destinazione: Pitigliano. Durante il tragitto abbiamo attraversato un paesaggio collinare tipico della maremma, con prati coltivati a vite e boschetti sparsi qua e là e abbiamo fatto una sosta molto veloce a Manciano, famoso per il formaggio.

Pitigliano

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Pitigliano

Il primo incontro con Pitigliano è stato interessante perchè, collocato più in basso rispetto alla strada da cui si arriva, appare in tutta la sua bellezza quando meno te lo aspetti! Arroccato su una collinetta, è noto per la sua particolare caratteristica di essere costruito interamente nel tufo. Lasciata la macchina in un parcheggio gratis vicino al centro storico, abbiamo:

– gironzolato per le strette viuzze scoprendo interessanti punti panoramici sul paesaggio circostante.

– visitato il Museo Civico Archeologico della Civiltà Etrusca. Non ci ha entusiasmato particolarmente ma ci siamo dilettati nei piani inferiori con la Leggenda de i’ Paiolo, e il lancio della monetina nel suddetto Paiolo.

Sovana

Dopo aver fatto la spesa alla Coop di Pitigliano, abbiamo raggiunto Sovana in circa 20 minuti di macchina, dove abbiamo fatto una breve passeggiata. Il paese è piccolo e grazioso e ci sono dei bei negozi:  la bottega del legno, dove trovate lavori artigianali, un negozio in cui una signora produce cappelli ed altro direttamente con il suo telaio e poi ci sono due giovani ragazzi che creano orecchini, braccialetti e collane. In fondo alla strada principale si trova il Duomo di Sovana.

Per raggiungere l’Agriturismo San Giacomo, dove avremmo pernottato, abbiamo sbagliato strada più volte perchè non ci sono indicazioni dal paese ma, alla fine, siamo riusciti ad arrivare grazie alla padrona dell’agriturismo che ci ha gentilmente guidato da telefono. Tramite il solito sito www.booking.com , avevamo prenotato, con una buona offerta, la Dependance che si autoalimenta funzionando esclusivamente ad energia rinnovabile e che è collocata a pochi metri dal Casale principale. La scelta è ricaduta sulla Dependance che comprendeva: camera matrimoniale, bagno e cucina/soggiorno così potevamo risparmiare sui pranzi e le cene. Inoltre, preferiamo, quando possibile, cucinarci per conto nostro i pasti perchè mangiare fuori cibi di qualità è sempre più difficile e non sempre estremamente economico. Il mini appartamento era davvero delizioso: è una casetta a solo in tufo immersa nel verde e circondata da i tipici colli della maremma. L’interno è tutto nuovo e arredato con gusto, è molto pulito e caldo. L’unica pecca è che, quando ci siamo andati noi, ancora non era stata installata una rete WiFi.

3° giorno Vie Cave di Pitigliano + Terme di Saturnia

Vie Cave di Pitigliano

La mattina siamo partiti presto in quanto avevamo in programma di raggiungere Pitigliano a piedi da Sovana, ripercorrendo tratti di vecchie Vie Cave. Avevamo raccolto già informazioni sul percorso il giorno precedente al centro informazioni turistiche di Pitigliano e ci era stato detto che senza una guida sarebbe stato difficoltoso perchè il sentiero non è ben segnalato e i contadini del posto non lo gradiscono. Infatti, tutte le volte che il comune mette le indicazioni per il percorso, vengono rimosse o sabotate perchè non vogliono che i turisti girino per le loro zone e tanto meno lungo un sentiero che attraversa, in alcuni tratti, le loro proprietà private. Eppure, tale passeggiata valorizzerebbe il luogo e permetterebbe di farne conoscere la bellezza.

Nonostante tutto abbiamo deciso di provarci lo stesso ma, come ci era stato preannunciato, è stato un caos trovare l’imbocco del sentiero e una volta trovato, dopo circa un’ora e mezzo di cammino, ci siamo visti comunque costretti a tornare indietro perchè terminava nel nulla. La cosa più sconcertante è che più volte abbiamo chiesto indicazioni, sia in centro a Sovana che ad alcuni contadini lungo il tragitto, ma tutti ci fornivano indicazioni vaghe e contraddittorie: abbiamo percepito un chiaro intento di portarci fuori strada…..bhè ci sono riusciti.

Dato che tutto questo vagare ci aveva fatto perdere quasi una mattinata abbiamo deciso di raggiungere Pitigliano in macchina e da lì abbiamo percorso due Vie Cave:

– Via Cava di San Giuseppe fino alla Fontana dell’Olmo

– Via Cava di Fratenuti

Informazioni e mappa dei possibili percorsi sono reperibili dal sito del Comune di Pitigliano .

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Tratto della Via Cava di San Giuseppe, sono ancora visibili le scanalature per l’acqua piovana.

Entrambi i percorsi sono davvero suggestivi: si passa in strette gole di tufo, dove anche nelle giornate più serene la luce del sole stenta ad arrivare. Non a caso, in passato sono nate leggende sulle buie Vie Cave e lungo questi percorsi furono scavate delle nicchie con immagini sacre dipinte dove i viandanti si fermavano a rassicurarsi. Le vie cave sono state costruite dagli etruschi e utilizzate per secoli probabilmente come vie di comunicazione. Inoltre, sono anche un esempio di antica ingegneria idraulica in quanto hanno delle particolari scanalature per far defluire l’acqua piovana. Essendo zone ombrose, sono prevalentemente ricoperte di muschio e licheni.

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Parete con tabernacolo parzialmente crollata nella Via Cava di San Giuseppe.

Nell’ombra della Via Cava di San Giuseppe, in un’atmosfera affascinante e inquietante allo stesso tempo, si può meglio immaginare come potessero essere paurose agli occhi dei viandanti del passato. Se, invece, volete godere di una bellissima passeggiata nel bosco, consigliamo anche la Via Cava di Fratenuti. Per iniziarne il percorso, è necessario guadare un piccolo fiume ma, se non ha piovuto da poco, lo si attraversa senza grossi problemi.

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Due tratti della muschiosa Via Cava di Fratenuti.

Terme di Saturnia

Per l’ora di pranzo eravamo già in macchina diretti alle famose Terme di Saturnia . Avevamo organizzato la giornata in modo da essere là per le 14:00 e comprare il biglietto pomeridiano valido dalle 14:00 fino alle 17:00 (orario invernale). Le tre vasche principali, le più ampie, sono collegate tra loro, invece per le altre è necessario uscire dall’acqua per raggiungerle. Tutte le vasche sono all’aperto, in alcune ci sono piccole cascate e bolle idro-massaggianti. Il pomeriggio è stato rilassante e siamo anche riusciti ad ammirare un bellissimo tramonto comodamente avvolti dalle acque sulfuree.

N.B.: consigliamo di togliere tutti gli accessori che indossate (collane, orecchini, braccialetti etc.) perchè altrimenti si anneriscono e ci vuole del tempo per rilucidarli.

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Cascate del Mulino, cascate termali naturali nel fiume Gorello.

Prima di riprendere la strada del ritorno, ci siamo fermati a vedere le cascate termali nel fiume Gorello che formano delle vasche naturali liberamente accessibili (nessun biglietto di ingresso). Si trovano molto vicino al complesso delle Terme di Saturnia e vale la pena vederle almeno una volta.

4° giorno Orvieto

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Orvieto

Da Sovana, abbiamo raggiunto Orvieto in circa un’oretta e mezzo. Anche Orvieto, come Pitigliano, è un paese arroccato su una collinetta quindi offre un panorama notevole. Abbiamo lasciato la macchina nel parcheggio a pagamento sotto le mure da cui un’ascensore conduce direttamente al paese. Qui, abbiamo:

– gironzolato per le affollate stradine storiche fino a raggiungere la piazza principale dove c’è il Duomo. L’interno non lo abbiamo visitato ma la facciata è molto bella e avvicinandosi si possono apprezzare dettagli che non vengono colti nella visione d’insieme, come le pietruzze colorate e dorate che compongono i mosaici della facciata.

Pozzo di San Patrizio ad Orvieto

Pozzo di San Patrizio ad Orvieto

– visitato il Pozzo di San Patrizio, struttura unica nel suo genere che vale sicuramente la pena vedere. E’ un pozzo profondo circa 53 metri dotato di due scalinate indipendenti, una per scendere e una per salire, in modo che i muli che trasportavano l’acqua non si ostacolassero a vicenda.

Infine, abbiamo deciso di tornare verso casa a Firenze passando dalla meravigliosa Val d’Orcia, patrimonio dell’UNESCO, concludendo così la breve vacanza con un tramonto mozzafiato.

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Tramonto sulla via del ritorno.

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